Egidio Francesco Ostani

Save the Children Italia Onlus

Critica


Citato dalla stampa specializzata. Testimonianze di: Gatta, Belgiovine, Di Santi, Tamburi, Orsi.
Hanno detto di OSTANI:


“Artista creativo e versatile, Egidio Francesco Ostani fa di ogni angolo di natura una musa ispiratrice per i suoi dipinti. Sia nei mosaici che nei lavori ad olio l’attenzione e la meticolosità si rivelano in ogni sfumatura, in ogni ombra, in ogni elemento riportato sulla superficie. Ama le tonalità calde e avvolgenti che rendono i cieli, le vedute ed i paesaggi vivi e palpabili, intrisi di atmosfere quasi respirabili. Ogni tassello di vetro è lavorato con padronanza di tecnica, ogni pennellata di colore trasforma la superficie in un angolo di mondo da ammirare”

Tamburi


“Nelle opere di Egidio Francesco Ostani si nota chiaramente il suo amore per la natura. Paesaggi e situazioni sono rappresentate dalla sua arte pittorica con grande fermezza e professionalità. L’approccio con il visitatore risulta immediato e di facile lettura, merito della bravura dell’artista che opera in perfetta sintonia con la natura. E quando il suo estro decide di fare una capatina nel professionale mosaico non delude i suoi estimatori. Ostani esalta un’arte molto particolare riproducendo paesaggi curati nei dettagli”

“E’ una pittura ricca di significato, libera da preconcetti, con paesaggi curati nel particolare. Un tocco di interpretazione personale impreziosisce le opere di intensa solarità.
La sua tavolozza, dosata con cura sapiente, esprime l’intima visione artistica laddove palpita il raro dono della libertà d’espressione”

M. Belgiovine


“Paesaggi filtrati attraverso la propria interiorità: questa è la pittura di Ostani: Un pittore che rivolge il suo ideale interiore verso ideali espressivi del tutto personali. Una sintesi formale, ben equilibrata, dove luce e colore si amalgamano insieme, esternando tutta la sua passione per l’arte”

F. Chetta


Comporre quadri con il vetro è la specialità precipua di Egidio Francesco Ostani residente ed operante a Roma. Alcuni filosofi, interessandosi della pittura e della scultura hanno sostenuto che l’artista in questo caso violenta la materia per esprimere lo spirito, sia stemperando il colore , sia incidendo la pietra.

Questa riflessione si attanaglia perfettamente all’Ostani in quanto egli violenta il vetro di vari colori, riducendo in barrette di dimensioni più o meno deformi per ricomporlo armoniosamente con tecnica che potremmo dire a mosaico, sul supporto di volta in volta tela, masonite od altro materiale.

Ne scaturiscono piacevoli paesaggi, cieli tersi, cangianti nature morte. Perché proprio questa è la prerogativa delle creazioni ostaniane. Il Nostro pare conoscere a fondo le tre illusioni che caratterizzano la visione, partendo dalle zone a macula cieca dell’occhio umano suffragate dal riempimento visivo operato dal cervello; in altre parole vediamo quello che siamo abituati a percepire visivamente, anche per trasmissione genetica. In base a questo primo dato, le opere di Ostani ci forniscono una visione più complessa di quanto il freddo materiale vitreo potrebbe dare. Egli, inoltre, ha ben chiara la legge della riflessione della luce, che avviene in tutte le direzioni, soprattutto nell’effetto specchio, per cui risulta abbastanza difficile staccare l’oggetto dal fondo; anche in questo caso ci soccorre l’esperienza accumulata nel cervello.

Ed infine, l’artista ci propone nelle sue realizzazioni un problema che potremmo dire cinematico, legato al sistema di riferimento che ricostruisce l’immagine, poiché a seconda dell’angolazione il mescolarsi dei riflessi della luce dal vetro a noi ripropone sistemi di riferimento cangianti per quanto attiene alle forme percepite.

Se poi aggiungiamo il concetto dell’indeterminazione fotometrica dovuta alla difficoltà di percepire esattamente la differenza delle superfici, per la cangiante luminanza di ciascuna barra vitrea, abbiamo forse penetrato con maggiore coscienza il lavoro concettuale che ha portato Ostani a scegliere questa forma espressiva, abbastanza inusuale, anche se il concetto base affonda le radici nella sperimentazione pittorica degli inizi del corrente secolo, attraverso ad esempio il collage ed il suo costante divenire nello scorrere degli anni.

 

Piero Di Santi

 

 

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